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La reciprocità dei comportamenti molesti non esclude la configurabilità del delitto di atti persecutori

7 marzo 2025

News Regionale - Sicilia ,

La reciprocità dei comportamenti molesti non esclude la configurabilità del delitto di atti persecutori.

Lo ha rammentato la Suprema Corte, all’interno della recente sentenza n. 4546/2025.

La pronuncia della quinta sezione penale risale allo scorso 4 febbraio.

In siffatte ipotesi, precisano i giudici di piazza Cavour, incombe sul giudice un più accurato onere di motivazione in ordine alla sussistenza dell'evento di danno, ossia dello stato d'ansia o di paura della presunta persona offesa, del suo effettivo timore per l'incolumità propria o di persone ad essa vicine o della necessità del mutamento delle abitudini di vita.